progressive
allflashgames.org
www.wakare-pro.com/
csvmb.org
csvmb.org
csvmb.org

Prossimi Eventi

Nota esplicativa sul Lavoro di Pubblica Utilità e obbligo di assicurazione Inail

Ci è arrivata la comunicazione da parte del CSVnet Nazionale da parte della Direzione Generale per l'esecuzione penale esterna e di messa alla prova che riguarda la nota esplicativa sul Lavoro di Pubblica utilità e l'obbligo di assicurazione INAIL.

Vi alleghiamo la documentazione e chiediamo alle organizzazioni di prestare molta attenzione. L'assicurazione civile è obbligatoria quanto quella INAIL che può essere richiesta tramite gli uffici locali gratuitamente.

MONZA

Responsabile: Vittorio Tripi
Indirizzo: Via G. Ferrari 36, 20052 Monza (MB)
Telefono: 039/28291
Fax: 06/88467215
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alternanza scuola-lavoro: migliaia di studenti la fanno nel volontariato

I risultati di una ricognizione di CSVnet su 53 Centri di servizio per il volontariato. Nell’attuale anno scolastico 8.200 studenti, con 441 docenti di 237 istituti, sono stati coinvolti in progetti promossi dagli stessi Centri e oltre 650 associazioni. “Da noi si acquisiscono competenze lavorative fondamentali”

Nell’anno scolastico 2016-2017 più di 8.200 studenti sono stati coinvolti, insieme a 441 docenti di 237 istituti, in progetti di alternanza scuola-lavoro, realizzati dalla rete dei CSV in collaborazione con 656 associazioni. È quanto emerge da una ricognizione interna svolta da CSVnet nel marzo 2017 e a cui hanno risposto 53 dei 69 CSV soci.

Un successo che non è fatto solo di numeri – anche se i dati registrano praticamente un raddoppio rispetto a quelli dell’anno precedente (nel 2015-2016 le scuole coinvolte erano 157; gli studenti poco più di 4mila; i docenti 230 e le associazioni 367). Dai risultati emerge quanto questo tema, con la progressiva applicazione della legge 107/2015 ovvero “La buona scuola”, stia facendo sì che il volontariato sia sempre più un modo per promuovere la cittadinanza attiva fra i giovani, un’occasione per loro di crescita professionale e un terreno di sperimentazione anche per le associazioni.

Entrando nel dettaglio, dei 53 CSV che hanno risposto alla ricognizione svolta tramite questionario, 47 hanno realizzato attività specifiche nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Si tratta di progetti avviati in quasi tutte le regioni e che, nel 50,9% dei casi, prevedono l’accoglienza diretta di oltre 964 studenti (pari all’11% del totale) da parte dei CSV, mentre una parte ha svolto le ore di alternanza presso le associazioni facenti parte dei progetti promossi dai Centri. Tutti gli altri studenti sono stati invece coinvolti in iniziative volte, in particolare, a informarli su questa possibilità poco conosciuta offerta dalla legge 107.

In generale, infatti, oltre ad accogliere direttamente i ragazzi, le attività realizzate dai CSV su questo tema riguardano anche l’informazione alle associazioni e alle scuole sulle opportunità legate all’alternanza scuola-lavoro (rispettivamente 77,4% e 67,9% dei Centri); l’orientamento e la connessione fra scuole ed enti non profit (64,2%), l’accompagnamento e il tutoring per l’inserimento dei ragazzi nelle associazioni (41,5%). Inoltre, in molti casi, i CSV hanno progettato insieme alle associazioni e alle scuole le attività di alternanza (58,5%), si sono occupati di formare le associazioni sull’accoglienza degli studenti (39,6%) e hanno orientato gli insegnanti sulle opportunità legate alla collaborazione con le associazioni (13,2%); infine hanno valutato le competenze acquisite dagli studenti coinvolti nei progetti di alternanza (26,4%) e realizzato attività di accompagnamento alla realizzazione di Imprese formative simulate (11,3%).

Nel 17% dei casi le attività realizzate dai CSV non sono state formalizzate mentre la maggior parte di esse ha previsto protocolli o accordi con le scuole coinvolte (57,4%), con l’ufficio scolastico regionale (21,3%) o provinciale (21,3%); infine, il 14,9% dei CSV, ha risposto che gli accordi con le istituzioni scolastiche sono ancora in via di formalizzazione oppure che sono stati stipulati solo fra scuole ed organizzazioni di volontariato (Odv).

“Dopo questi mesi di sperimentazione e alla luce dei risultati raggiunti, la rete dei CSV evidenzia ancora una volta la capacità del volontariato di essere un luogo di crescita importante per i giovani, fondamentale per il loro sviluppo come cittadini e come futuri lavoratori, – afferma Luigi Conte, consigliere di CSVnet con delega alla formazione. – Infatti, entrando in contatto con le associazioni i ragazzi possono far pratica concreta di lavoro in un ambiente ricco di valori, informale e non competitivo. E possono acquisire competenze fondamentali e spendibili poi altrove nel mondo del lavoro, come ad esempio: analizzare problemi complessi e programmare i possibili interventi da mettere in atto, comunicare e ascoltare interagendo in gruppi di lavoro, superare gli ostacoli burocratici ecc. L’incontro tra giovani e associazioni è dunque un’opportunità di crescita e sviluppo sociale da agevolare sempre di più”.

I dati di Monza e Brianza in allegato

Attachments:
FileFile size
Download this file (numeri alternanza csvmb.pdf)numeri alternanza csvmb.pdf104 kB

Approvati i decreti sul Terzo settore: una svolta per il volontariato

A 20 anni dall’inizio del funzionamento dei Centri di servizio, la normativa che li riguarda viene profondamente rivista, legittimando il loro operato e aprendo una seconda stagione di interventi, in cui tutto il Terzo settore si responsabilizza nella promozione del volontariato 

Roma, 12 maggio 2017 - Il Consiglio dei Ministri ha oggi approvato e consegnato ai pareri delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Stato-Regioni i tre decreti legislativi che permetteranno di completare l’attuazione della Riforma del Terzo settore (legge delega 106/16).

In particolare, a 20 anni dal DM del 1997 che consentì ai Centri di Servizio per il Volontariato di iniziare ad operare, il decreto legislativo sul Codice del Terzo settore, in una specifica parte, rivede profondamente e in dettaglio quella normativa, vecchia nella logica e inadeguata nel contenuto.

Attese da tempo, le nuove disposizioni rivedono significativamente l’attuale configurazione dei CSV, ma permettono altresì di legittimare e valorizzare l’esperienza da essi maturata. Viene così riconosciuta l’importanza del lavoro fin qui svolto in tutte le regioni d’Italia, ponendo le condizioni per una seconda stagione dell’intervento, all’insegna della responsabilizzazione di tutto il Terzo settore nella promozione del volontariato.

Nel solco di quanto già indicato dalla legge 106/16, riconosciamo nel dispositivo la volontà di determinare una svolta precisa, confermando il radicamento dei CSV nel quadro di condizioni operative finalmente omogenee in tutto il territorio nazionale.

Questi i principali contenuti della svolta:

1) viene allargato il raggio d’azione dei CSV ai volontari di tutti gli enti di Terzo settore;

2) viene sancito il principio delle “porte aperte”, grazie al quale nella governance dei Centri potranno partecipare gli enti di Terzo settore (pur garantendo la maggioranza dei voti nelle assemblee alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 266/91);

3) vengono definiti i principali criteri per il nuovo accreditamento dei CSV e per il controllo del loro operato;

4) si stabiliscono i criteri di incompatibilità tra la carica di presidente dei CSV e quelle in altre istituzioni pubbliche e private;

5) viene per la prima volta prevista la produzione di servizi e strumenti a carattere nazionale;

6) viene affermata l’importanza della continuità dell’azione dei CSV anche sotto il profilo del relativo finanziamento.

Mentre si appresta a seguire con particolare attenzione l’ultimo tratto dell’iter normativo, il sistema dei CSV conferma di essere pronto ad evolvere per corrispondere al meglio ad un mandato che sta per ampliarsi confermando la peculiarità strategica dello sviluppo del volontariato. E ad assumersi le responsabilità che da questo derivano, anche nell’accompagnare il volontariato nella comprensione e nell’applicazione dell’intera riforma.

Riforma del Terzo settore, CSVnet: “Il governo approvi subito il decreto”

La richiesta dei CSV riuniti in assemblea nazionale. Approvato il nuovo statuto e il regolamento di CSVnet all’insegna della partecipazione. Dal 29 settembre all’1 ottobre la conferenza nazionale “Al Centro per tutti”. Parte il reportage sui primi 20 anni di storia dei Centri

Una rapida approvazione del decreto delegato riguardante i Centri di servizio per il volontariato previsto dalla Riforma del Terzo settore è stata chiesta dall’assemblea nazionale dei CSV svoltasi sabato scorso a Roma. Si tratta dell’ultimo passo che il Governo deve compiere per rendere effettiva una riforma necessaria. Procrastinare l’assunzione della decisione significherebbe ampliare un’attesa che rischia di diventare dannosa. C’è bisogno di avviare quanto prima la complessa fase di cambiamento che dovrà poter contare su un adeguato tempo di transizione.

Come già prefigurato dalla legge 106/16, l’entrata in vigore del decreto comporterà una significativa evoluzione nella promozione del volontariato affidata ai CSV in tutte le regioni del Paese. Da questa consapevolezza prende forma l’impostazione della Conferenza nazionale 2017 di CSVnet (l’appuntamento culturale organizzato ogni anno), prevista a Roma dal 29 settembre all’1 ottobre. Durante l’assemblea, sono stati presentati il titolo – “Al Centro per tutti – Il volontariato che accoglie il cambiamento” – e il programma di massima. Nei tre giorni d’incontro, sono previsti confronti pubblici (con le istituzioni, con le reti del non profit, con esperti e studiosi) e i tradizionali gruppi di lavoro sugli aspetti operativi dei CSV: dalla qualità dei servizi alla trasparenza, dall’allargamento dei destinatari (la riforma prevede che i CSV siano a disposizione dei volontari di tutti gli enti di Terzo settore) alle risorse economiche, dall’organizzazione alla comunicazione.

Su quest’ultimo tema è stata ricordata in assemblea la recente approvazione del nuovo Piano di CSVnet, che prevede tra l’altro una stretta integrazione tra comunicazione interna e esterna, la valorizzazione della rete di comunicatori dei CSV, un nuovo sito web e un generale potenziamento dei contenuti della comunicazione prodotta dal sistema. È stato illustrato in proposito l’avvio di un grande reportage sui CSV a venti anni esatti dall’inizio delle attività. È infatti del 1997 il decreto che ha regolato le funzioni dei Centri; dei 71 oggi attivi, una buona metà ha iniziato le proprie attività nello stesso anno, ma il reportage – intitolato “Venti anni di servizio” – racconterà la storia di tutti i CSV, attraverso cronologie, documenti e interviste con i protagonisti. Il lavoro verrà presentato nel novembre prossimo.

Tornando alla riforma del Terzo settore, la sollecitazione dei CSV a far presto è arrivata in una giornata di particolare importanza per la vita di CSVnet. Oltre al bilancio consuntivo 2016, l’assemblea ha infatti approvato il nuovo statuto e relativo regolamento: una organica ridefinizione delle regole frutto di una lunga fase di confronto interno sull’autoriforma del “sistema” volta al suo consolidamento.

I nuovi testi puntano anzitutto a rafforzare la partecipazione e la cooperazione dei CSV nel contesto della loro associazione nazionale, attraverso una comunicazione più fluida e pluridirezionale, il rafforzamento della “Area riservata” (una intranet particolarmente complessa e dotata anche di strumenti tecnici per la gestione dei Centri), la crescente possibilità di portare istanze di ogni tipo alla discussione dell’assemblea, una diversa distribuzione di funzioni fino ad oggi in carico alla presidenza.

Tra le novità, le regole sulla incompatibilità tra le cariche negli organi sociali di CSVnet ed altri incarichi come quello di parlamentare nazionale ed europeo, consigliere o assessore regionale, dirigente nazionale di partito politico, sindacato o associazione di categoria.

L’assemblea si è conclusa con la decisione di rimandare il rinnovo degli organi sociali, in scadenza al prossimo novembre. Uno slittamento di circa due mesi che si estenderebbe fino ad arrivare al maggio 2018 in caso dell’entrata in vigore dell’atteso decreto delegato, in modo da assicurare continuità all’azione degli attuali organi di CSVnet nel delicato passaggio.

Volontari internazionali in Italia: la proposta di AIESEC ai CSV e alle associazioni

CSVnet sostiene l’opportunità offerta dal più grande network studentesco mondiale. Giovani tra i 18 e i 30 anni potranno essere accolti per 6 settimane con il progetto “Help to help”

Le associazioni di volontariato italiane e gli stessi CSV possono accogliere giovani volontari tra i 18 e i 30 anni provenienti da tutto il mondo per un periodo di 6 settimane. È l’opportunità per l’estate 2017 promossa da AIESEC e sostenuta da CSVnet, che sta informando in merito tutti i Centri di servizio soci invitandoli a diffondere quanto prima la notizia sul proprio territorio.

AIESEC è la più grande associazione studentesca al mondo: presente in 126 paesi (compresa l’Italia), è un network di oltre 100 mila studenti provenienti da 24 mila università. Uno dei suoi obiettivi principali è realizzare progetti di scambio internazionale per studenti sotto forma di esperienze di volontariato e di tirocinio.

Il suo programma “Global Volunteer” comprende vari progetti, alcuni dei quali già attuati in Italia e aventi diverse durate. La proposta rivolta da AIESEC alla rete dei CSV e alle associazioni da essi servite riguarda il progetto “Help to Help” e prevede appunto periodi di volontariato di 6 settimane da svolgere soprattutto entro la prossima estate.

Le associazioni o i CSV ospitanti dovranno invece versare ad AIESEC la quota di 100 euro + Iva per ognuno dei volontari accolti e provvedere sia al loro soggiorno che alle coperture assicurative. Inoltre, nella convenzione stipulata con AIESEC, le associazioni dovranno descrivere in modo esauriente il progetto in cui i volontari saranno coinvolti e le loro mansioni, per un orario massimo di 25 ore settimanali. Le aree di intervento possono spaziare dalla tutela dei diritti umani alla promozione della cultura e dell’istruzione, dalle attività socio-assistenziali all’ambiente, dalla salute all’integrazione di migranti ecc.

Lo scopo del programma, afferma AIESEC, è “offrire un apporto qualitativo alle associazioni attraverso le competenze e le esperienze dei volontari internazionali, portando un supporto concreto all’ente ospitante nelle sue varie attività”.

“Help to Help” compie quest’anno 4 anni e nel 2016 sono stati più di 200 i progetti realizzati in Italia con decine di associazioni. Oltre che nelle attività istituzionali giornaliere, i volontari internazionali selezionati da AIESEC potranno aiutare le associazioni anche su funzioni più specialistiche, come ad esempio la creazione di campagne di marketing e fundraising e il potenziamento della comunicazione web.

Visitando la relativa sezione sul sito di AIESEC o compilando il seguente form è  possibile iscriversi.

Chi è online

Abbiamo 7 visitatori e nessun utente online