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Prossimi Eventi

Bandi Fondazione Cariplo 2016

Dal 29 gennaio saranno on line i testi dei Bandi 2016 della Fondazione Cariplo (nella sezione contributi). Gli eventi di presentazione si terranno esclusivamente in web streaming, seguendo la modalità inaugurata lo scorso anno. Si inizia giovedì 4 febbraio alle ore 11.00 con una presentazione dell’attività istituzionale dell’anno in corso trasmessa in diretta sul sito di Fondazione Cariplo, che darà il via ufficialmente anche alle iniziative per festeggiare i 25 anni di Fondazione Cariplo.
 
Le presentazioni dei bandi in web streaming, invece, si svolgeranno attorno alla metà del mese di febbraio.
Tutte le info: www.fondazionecariplo.it

SECONDO RAPPORTO SUL SECONDO WELFARE IN ITALIA

Il progetto Percorsi di secondo welfare, diretto dalla Dott.ssa Franca Maino, con la supervisione scientifica di Maurizio Ferrera nel mese di gennaio ha pubblicato il secondo rapporto sul secondo welfare in Italia; nel secondo welfare sono ricomprese le molte iniziative legate ai territori e alle comunità locali; le azioni che emergono “dal basso”, dalla società civile e dalle varie associazioni intermedie; quelle che poggiano su nuove combinazioni fra soggetti pubblici, privati e non profit.
 
Ma al suo interno si collocano anche il welfare privato tout court (per esempio quello assicurativo) nonché quello aziendale e contrattuale. Si ritrovano le prime, innovative esperienze di collaborazione transfrontaliera o transnazionale (per esempio fondi pensione cross - border).
Il rapporto è realizzato in partnership con Cisl Lombardia, Cisl Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Crc, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum Ania Consumatori, Kme, Luxottica; e con la Città di Torino, il Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano e il «Corriere della Sera».

Indagine su Persone senza fissa dimora

Sono 50.724 le persone senza dimora stimate in Italia (2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta nei Comuni considerati), in leggero aumento rispetto al 2011 (quando erano 47.648 persone). Il dato emerge dall'indagine realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, insieme a Istat, Caritas e Fio.PSD., presentata il 10 dicembre al Cnel, insieme alle Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia.

Sostanzialmente stabile nelle regioni del Nord-ovest, del Centro e delle Isole, la quota dei senza dimora diminuisce nel Nord-est del Paese e aumenta al Sud. In linea generale, rispetto al 2011, il numero dei servizi di mensa e accoglienza notturna diminuisce del 4,2% ma i servizi attivi erogano mensilmente più prestazioni (+ 15,4%). Rispetto al 2011, vengono poi confermate le principali caratteristiche delle persone senza dimora: si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%) - anche se, a seguito della diminuzione degli under34 stranieri, l'età media è leggermente aumentata (da 42,1 a 44) - o con basso titolo di studio (solo un terzo raggiunge almeno il diploma di scuola media superiore). Cresce rispetto al passato la percentuale di chi vive solo (da 72,9% a 76,5%), a svantaggio di chi vive con un partner o un figlio (dall'8% al 6%); poco più della metà (il 51%) dichiara di non essersi mai sposato.

Rispetto alla precedente indagine, le differenze tra stranieri ed italiani si vanno riducendo in termini di età, durata della condizione di senza dimora e titolo di studio, nonostante la componente italiana rimanga più anziana, meno istruita e da più tempo nella condizione di senza dimora. La perdita di un lavoro stabile insieme alla separazione dal coniuge e/o dai figli si confermano come gli eventi più rilevanti nel percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di "senza dimora"; un peso di un certo rilievo, seppur più contenuto, lo hanno anche le cattive condizioni di salute (disabilità, malattie croniche, dipendenze).

"Affrontare i problemi con la logica dell'emergenza non è il modo giusto per risolverli, rischia anzi di essere una scusa per rinviarli e, di conseguenza, renderli più difficili; - ha detto il Ministro Poletti in occasione della presentazione dell'indagine - occorre invece, come nel caso del contrasto ai casi di emarginazione più grave ed in generale alla povertà, un approccio strategico che permetta di definire interventi strutturali coordinati tra più soggetti e, per questo, in grado di produrre risultati concreti".

XXI Rapporto sulle Migrazioni 2015

La Fondazione Ismu stima che al 1° gennaio 2015 la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto 5,8 milioni di presenze (regolari e non), con un aumento di 150mila unità (+2,7%) rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’ultimo biennio, le dinamiche del fenomeno migratorio sono significativamente mutate, sia a causa dei perduranti effetti della crisi economica, sia a causa dei cambiamenti geo-politici e deiconflitti che stanno investendo le regioni del Medio Oriente. Il primo elemento di novità è dato dall’elevato numero di migranti e di richiedenti protezione internazionale arrivati via mare nel nostro Paese, che nel 2014 hanno raggiunto la cifra record di 170mila unità, contro le 43mila del 2013. Scenario che è ulteriormente cambiato nel corso del 2015: a causa della pericolosità della tratta Libia-Italia, i migranti si sono diretti principalmente verso la Grecia, che ha registrato, dal 1° gennaio al 20 novembre 2015, 715mila arrivi, contro i 143mila dell’Italia.

Nel 2014 sono cresciuti esponenzialmente i richiedenti asilo, arrivando a totalizzare 65mila domande (a queste vanno aggiunte le 61.545 presentate tra il 1° gennaio e il 10 ottobre 2015). Se da un lato aumenta il numero dei richiedenti asilo, dall’altro continuano a diminuire i flussi per lavoro (-84% dal 2010). Altro elemento di forte novità è il costante aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, in particolare tra i minori di 15 anni: nel biennio 2013-2014, sono 231mila gli stranieri che sono diventati italiani (130mila solo nel 2014, mentre nel 2012 erano poco più di 60mila). Cresce anche il numero degli italiani residenti all’estero (nel 2014 erano 5 milioni). Il fenomeno dell’irregolarità, pur registrando una leggera ripresa, rimane comunque a un livello fisiologico (l’incidenza è inferiore al 7%): al 1° gennaio 2015 Ismu stima che non abbiano un valido titolo di soggiorno 404mila stranieri (contro i 350mila alla stessa data dell’anno precedente). Sul fronte lavorativo, si registra un aumento dell’occupazione straniera: gli stranieri hanno superato la soglia del 10% del totale degli occupati.

Questi sono solo alcuni dei principali dati del XXI Rapporto sulle migrazioni 2015, realizzato dalla Fondazione Ismu e presentato il 3 dicembre 2015 a Milano.

All'evento di presentazione, moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera, Venanzio Postiglione, hanno partecipato Mariella Enoc, Presidente della Fondazione Ismu; Vincenzo Cesareo, Segretario Generale della Fondazione Ismu; Fabrizio Spada, Direttore Rappresentanza Commissione europea a Milano; Ernesto Galli della Loggia, professore emerito di storia contemporanea; Gian Carlo Blangiardo, Responsabile Settore Monitoraggio Fondazione Ismu; Valeria Setti, Unità di Migrazione Legale e Integrazione alla Direzione Generale Migrazione e Affari Interni della Commissione Europea; Federico Soda, Direttore per il Mediterraneo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM); Stefano Manservisi, Capo di gabinetto dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Nel corso del convegno sono state assegnate due targhe Ismu, una a Save the Children, l’altra a Nawal Soufi, diventata un punto di riferimento nella sua città, Catania, per i migranti in fuga dalla guerra, facendo da tramite tra i barconi e la guardia costiera.

Rinnovo delle cariche nel volontariato monzese: nuova presidenza e nuovi consiglieri per il Centro di Servizio per il Volontariato di Monza e Brianza

Il 19 Novembre 2015, il nuovo Consiglio del Centro di Servizio per il Volontariato per la Provincia di Monza e Brianza, istituito il 1 luglio 2009, ha eletto alla guida del nuovo mandato triennale Filippo Viganò, medico, ex Sindaco di Albiate, già Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci dell’ASL di MB dal 2004 al 2009 e attualmente Presidente dell’Associazione Volontari Sovico. Vice Presidente Vicario, Chiarella Gariboldi, Presidente di Associazione Stefania di Lissone e Vice Presidente, Gemma Beretta, Presidente di Circolo Legambiente Laura Conti Seveso. 

“Assumo la Presidenza di una struttura già ben condotta dal precedente direttivo presieduto ottimamente da Giuseppe Pagani e con un efficiente staff. L’idea con il nuovo direttivo, è di continuare in modo incisivo ad essere al servizio di tutte le associazioni di volontariato”. 

Alla base sociale di CSV, aderiscono 36 importanti realtà associative del territorio, il CSV MB si inserisce una rete nazionale di 72 Centri di Servizio, di cui 12 presenti in regione, coordinati a livello sia nazionale (CSVnet) che regionale (Coordinamento CSVnet Lombardia). 

Il percorso di rinnovamento delle cariche è avvenuto con un affiancamento dei consiglieri uscenti, in confronto con i soci. Diversi gli incontri di formazione, organizzati dai tecnici del Centro nel 2015, al fine di migliorare le conoscenze sul sistema dei Centri di Servizio. Il nuovo direttivo lavorerà per i prossimi tre anni con un programma che punterà alla lettura dei bisogni del territorio e all’integrazione delle risposte, in un’ottica di partecipazione allo sviluppo del nuovo welfare. La provincia di Monza e Brianza presenta, dai dati del censimento ISTAT 2012, 2.982 istituzioni non profit con circa  53 mila volontari. 740 organizzazioni di volontariato di cui 301 iscritte ai registri regionali con circa 12.500 volontari. Sempre iscritte ai registri regionali delle organizzazioni abbiamo 18 associazioni di volontariato di Protezione Civile, 200 Associazioni di Promozione Sociale e Associazioni senza scopo di lucro, 550 Associazioni Sportive Dilettantistiche. Nel quadro provinciale inoltre 800 gruppi tra Oratori, Pro Loco, Circoli Culturali, Parrocchie, circoli associativi non formalizzati. 

I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sono una realtà introdotta dalla Legge quadro n°266/91 nell’ambito degli interventi per lo sviluppo del volontariato. I CSV sono finanziati da una quota dei proventi delle fondazioni ex bancarie e controllate da un Comitato di Gestione. Sono organismi gestiti dalle stesse associazioni che svolgono la funzione di sostenere e qualificare l’attività di tutte le organizzazioni mediante interventi mirati, rispondendo così ai bisogni del volontariato in un contesto di autonomia, sussidiarietà e solidarietà. I Centri di Servizio, erogano i propri servizi gratuitamente a favore delle organizzazioni di volontariato negli ambiti della consulenza, della formazione, della promozione e della comunicazione.

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